I giovani iniziano a manifestare il proprio dissenso quando percepiscono che:
- Le loro voci non vengono ascoltate dalle istituzioni.
- Le decisioni politiche non tengono conto del loro futuro (lavoro, istruzione, ambiente, diritti)
- C'è un divario tra le promesse e i fatti concreti
- Sentono di pagare il prezzo di scelte che non hanno fatto loro.
Non è solo rabbia: è soprattutto bisogno di riconoscimento. È il segnale che una generazione non si rassegna a un mondo che non la rappresenta.
Quando i giovani alzano la voce, non è che vogliono distruggere qualcosa: vogliono essere parte del cambiamento. La democrazia non è solo il diritto di votare ogni pochi anni, ma anche il diritto di dire "non va bene così" — e il dovere di chi governa di fermarsi ad ascoltare non a reprimerli e a picchiarli come dei criminali.

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