mercoledì 23 febbraio 2011

L'altra faccia della Chiesa

<> (Augusto Monterroso).

La quasi inesistente, l’irriconoscibile da parte della faccia istituzionale, la vergognosa, lo scandalo dei farisei e pubblicani, quella che rappresenta la denuncia dei sepolcri imbiancati, è, precisamente, la Chiesa luminosa ed ereditaria del messaggio di Cristo, non mi riferisco necessariamente alla cultore delle belle arti, né a quella che conservò la cultura in Occidente dopo la caduta dell’Impero Romano, ma a quella che tuttavia sopravvive in quelle comunità dove la Parola si predica con la vita, dove il dubbio è parte della fede e dove l’idea ambigua di "povertà di spirito" (cioè la certezza che è povero chi manca della parola di Dio anche se saggio), non interrompe il lavoro con i poveri della terra (quelli che non possiedono le risorse materiali, nonostante la sua fede in Dio), né si esercita in un gioco di parole per giustificare l’accumulo delle ricchezze, la vita sontuosa e lo spreco di tanti "uomini di Chiesa".

L’altra faccia della Chiesa non è segreta, dato che ha convissuto con quella istituzionale sin dal principio, è che molte volte è stata "chiusa" dalla pietra inerte in cui si è convertita la chiesa degli inizi. Non è necessario fare nomi e cognomi o mettere delle etichette, basta dire che l’altra faccia della Chiesa è quella rappresentata da tanti sacerdoti, religiosi, uomini e donne di buona volontà, molte volte emarginati ed esclusi, che si sono mossi e tuttora si muovono per far diventare "vita" il messaggio d’amore al prossimo di Gesù. In America Latina è stata chiamata "teologia della liberazione" ed è combattuta dal Vaticano, dalla borghesia iberoamericana e alla politica degli Stati Uniti, con l’accusa di comunismo. Per schiacciarla definitivamente, alla fine di questo secondo millennio, si è pensato a fondare degli organismi religiosi autodefinitosi opera di Dio e legione di Cristo.

Tutti coloro che nel corso della storia hanno cercato di mettersi con i poveri e di portare loro il messaggio di Gesù per traformarne le condizioni sociali e spirituali, sono stati sempre perseguitati dalla Chiesa istituzionale e dai suoi alleati. Coloro che hanno cercato di purificare la Chiesa, di riformarla e riportarla così alla coerenza con i principi del suo Fondatore, sono stati condannati: gli "eretici" di ieri sono i "comunisti" di oggi, gli aggettivi cambiano, ma la sostanza è la stessa. Cambiano le situazioni epocali, i paesi e i contesti, ma la risposta di coloro che vedono in pericolo i propri interessi è la stessa: anatemi, repressione e condanna.

La parola "eresia" è sintomatica di ciò che si è detto in quanto etimologicamente significa: scegliere, abbracciare un partito, connotazioni che suppongono condotte pericolosissime per una istituzione che aspira all’unanimità. Il pensare liberamente porta a verità che indipendizzano l’individuo.

Nel corso della storia tutte le idee che hanno supposto la rottura dell’ordine costituito, sono state accusate di eresia. Da Ario ai catari, da Origene a Helder Càmara, tutti i dubbi, tutte le domande e tutte le differenze, sono stati segnalati e sospettati di scisma ed eresia. Per non parlare degli attuali Tissa Balasurima, Leonardo Boff, Kung, Vallauri, Raul Vera, Zanotelli, tra i più noti, e la lista potrebbe continuare. Nella Chiesa cattolica oggi è vietato dissentire dal papa, pena il silenzio, l’allontanamento, la perdita del posto, la chiusura di scuole teologiche. Bisogna comunque ammettere che qualche passo avanti si è fatto: un tempo si rischiava il rogo! Le vittime vaticane cominciano a essere parecchie, molte di loro sono colpevoli di "inculturazione", cioè di cercare di "adeguare" la fede alle culture locali, e non viceversa.

Il fuoco purificatore arriverà un giorno a purificare la Chiesa istituzionale dai molti inferni, crimini e debiti che ha nei confronti del Dio che proclama e del genere umano. Nell’attesa di questo momento, coloro che illuminano l’altra (la vera) Chiesa e rivificano il messaggio di Gesù, sono quelli conosciuti e non conosciuti, pazzi della croce, che prendono la stessa croce del Maestro e lo seguono, anche se sono chiamati e trattati come eretici.

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